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Il processo produttivo

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​Attualmente il prodotto viene realizzato attraverso il seguente processo produttivo costituito dalle fasi di:

-       Miscelazione prodotto;

-       Estrusione;

-       Stampa flessografica;

-       Termo-saldatura e taglio.

-       Confezionamento

-       Riciclaggio degli scarti di lavorazione​

Miscelazione

La materia prima , sotto forma di granuli, viene inserita in un silos miscelatore; attraverso un dosatore viene introdotto il colorante , anche questo sotto forma di granuli, in base al colore da dare al prodotto. Il tutto viene miscelato per essere utilizzato nella successiva fase di lavorazione.

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Estrusione

La successiva fase del processo produttivo prevede la realizzazione di bobine di film plastico tubolare, che avviene attraverso un impianto di estrusione per film. L’impianto di estrusione per film serve per ottenere il film (pellicola) direttamente dal materiale plastico in granuli. Dal miscelatore il materiale passa nella camera di plastificazione, composto da un cilindro costituito da resistenze elettriche esterne per il riscaldamento dove all’interno è allocata una vite senza fine che ha la funzione di plastificare il materiale amalgamandolo e forzandone la fuoriuscita dalla filiera di estrusione. Esso fuoriesce sotto forma di tubolare e al suo interno viene introdotta una certa quantità di aria compressa, in base alla larghezza da dare al sacchetto. La temperatura di lavoro varia da 140°C a 220°C a seconda del tipo di materiale impiegato. Il film ottenuto viene stirato per ottenere lo spessore desiderato e nelle macchine è presente una colonna di guida (alta anche 7 m in alcune macchine), che serve come sostegno al tubolare plastico per consentire un raffreddamento ottimale. Un gruppo di traino costituito da una coppia di cilindri in acciaio ha la funzione di schiacciare e tirare il tubolare, che una volta schiacciato subisce un trattamento definito “trattamento corona”, ottenuto mediante scariche elettroniche ad alta frequenza necessarie per la successiva fase di stampa flessografica. Il tubolare così realizzato attraverso il ribobinatore, posto all’estremità della macchina, viene raccolto in bobine .

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Stampa Flessografica

La bobina viene montata sullo sbobinatore dove il rotolo di film viene srotolato. Il film plastico tubolare viene fatto passare in un passaggio obbligato , che a contatto con dei rulli porta cliché, i quali si impregnano di inchiostro contenuto nelle apposite vaschette, imprimono sul film la scritta ed il logo che si desidera realizzare. Il film stampato nel suo percorso viene a contatto con dell’aria calda, che consentirà all’inchiostro di asciugarsi; infine verrà ribobinato per la successiva fase di saldatura e taglio. La macchina presente in azienda risulta essere costituita da 6 vaschette per l’inchiostro da cui è possibile realizzare una stampa con 6 colori diversi. Se il cliente richiede una stampa con più colori sovrapposti, allora si effettuerà un altro tipo di stampa detta Quadricromia (sovrapposizione dei colori). La stampa flessografica risulta essere molto importante poiché in codesta fase di lavorazione si va a determinare la qualità del prodotto, caratteristica fondamentale per la nostra azienda.

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Termo-Saldatura, taglio e confezionamento

La macchina utilizzata per svolgere questo tipo di operazione è una termo-saldatrice per la produzione di sacchi.

La macchina opera nel seguente modo: la bobina viene montata dall’operatore sulla macchina; il film inizia a passare in un percorso obbligato e grazie alle tacche impresse nel processo di stampa, poste tutte alla stessa distanza una dall’altra, si determina la lunghezza del sacchetto. Il segnale verrà letto dalla fotocellula, che andrà ad azionare la barra saldante, saldando e tagliando al contempo la nostra pellicola. Successivamente tramite un braccio ed una piccola pressa, presente sulla macchina, verrà tranciato del materiale. In base allo stampo montato sulla pressa si andrà a determinare il tipo di prodotto da realizzare. I sacchetti vengono ‘’ammazzettati’’ in un numero prestabilito e tramite un nastro trasportatore vengono portati fuori dalla macchina, vicino alla quale si trova l’operatore che andrà a sistemare negli appositi scatoli il prodotto realizzato.

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Riciclaggio degli scarti di lavorazione

Durante la produzione, si vengono a determinare degli scarti, che derivano ad esempio, dalla messa in funzione degli estrusori, dal materiale asportato nella fase di saldatura e taglio, e così via. Tali scarti di lavorazione vengono recuperati tramite un impianto di riciclaggio (impianto di rigenerazione): infatti lo scarto, immerso in un mulino, viene macinato e reso a scaglie; tramite un ciclone ventilatore è trasportato in un silos di stoccaggio che alimenta l’estrusore di rigenerazione, che dopo aver filtrato il materiale e tagliatolo a granuli, lo raffredda  in un circuito a contatto con acqua( circuito ad aria nel caso delle bioplastiche). Il prodotto ottenuto (granulo di materia prima rigenerata) non essendo più atossico è utilizzato per la produzione di sacchi per la spazzatura.

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